Motivo n° 1 della mia assenza: la Pinacoteca di Brera

Un anno e più (forse anche due) di silenzio, un anno dove sembra non abbia fatto nulla, invece…


Una pausa piena di esperienze straordinarie che stanno influenzando le mie lezioni arricchendole. Ora, in questo periodo così particolare, mi sembra sia arrivato il momento di svelarle elencandole una ad una, anche se non cronologicamente. Mi piace iniziare con una recensione fatta alla Pinacoteca di Brera di qualche tempo fa per darvi un’idea. Ora, essendo chiuso il museo, non potrete prenotare un visita guidata, ma potrete in ogni caso usufruire della collezione messa online.

« Lo so, iniziare una recensione della Pinacoteca di Brera elogiando un altro museo non è molto carino, ma serve a spiegare il mio percorso di riscoperta. Sono una fan sfegatata del Rijskmuseum di Amsterdam pur non essendoci mai stata. Trovo che questo museo sia magistralmente valorizzato e che riesca ad affascinare e attirare anche persone poco interessate all’arte. Se abitassi là, ci andrei tutti i giorni. Poi c’è la Pinacoteca di Brera. Scopro che dopo anni di fasto, durante i quali idee nuove hanno portato lustro, si è tutto un po’ fermato con mio grande dispiacere. Gli stili di molti quadri della Pinacoteca non riscontrano il mio gusto e di conseguenza mi disamoro di Brera. Continuo ad amarla per il suo orto che mi è molto caro, per la biblioteca, per quell’orologio posto all’entrata, ma nella Pinacoteca non metto più piede per molto tempo. L’anno scorso scopro per caso il sito web ed è amore a prima vista. Mi prenoto subito per molte delle visite offerte e dopo anni rientro in Brera rimanendone folgorata. Qualcosa è cambiato e si vede! Ci ritorno spesso anche solo per piazzarmi davanti a una singola opera. Mi piace scoprire l’effetto che ha su di me. Cerco i dettagli poi leggo le didascalie poste alla base di ciascuna opera (ebbene sì, ci sono le didascalie e sono scritte in modo da avvicinare veramente le persone all’arte). Mi documento a mia volta, ci ritorno e vedo l’opera con altri occhi. A casa aggiungo il mio lavoro sulla voce e uso l’opera come stimolazione per aumentare una consapevolezza in me, ma anche nei miei allievi. Torno a Brera di nuovo e permetto all’opera di venire a me, di fare il suo lavoro, di trasmettermi misteriose informazioni che io probabilmente neanche capisco bene, ma che sprigionano bellezza. Per tornare all’inizio della mia recensione, ecco, la Pinacoteca è all’altezza del Rijskmuseum e ne sono molto felice e orgogliosa, perché io abito a Milano e non ad Amsterdam. Brera è finalmente un museo all’avanguardia dove troverete un’accoglienza meravigliosa, visite guidate gratuite con storici dell’arte o restauratori, didascalie dettagliate e stimolanti con domande su cui riflettere. Questa è oggi la Pinacoteca di Brera: un museo che si avvicina al pubblico, avvicinando l’arte alle persone.
Ecco perché amo questo museo e stimo immensamente i grandi direttori illuminati che lo hanno diretto in passato (Ettore Modigliani, Fernanda Wittgens e Franco Russoli). E sono felice che l’attuale direttore James Bradburne abbia raccolto testimone del loro operato.
Ora però, basta dichiarazioni d’amore. Più che spiegata o elogiata, l’arte va vissuta, perciò andate sul sito della Pinacoteca e prenotate il vostro prossimo appuntamento con la bellezza. Non ve ne pentirete. »

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