Nuova vita a un sapore del passato

In genere si dice che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, beh io ho fatto di meglio: mi aggiro con donne speciali per diventarlo a mia volta, son furba io 😜. Aida Vittoria Eltanin è una di queste, che sta rimaneggiando il suo sito su una nuova piattaforma e ha fatto una lista di 25 top foodblogger e io sono tra loro. A questo punto è doveroso festeggiare con un nuovo articolo su londarmonica. Andate a sbirciare tutti i blog delle straordinarie, meravigliose, talentuose donne speciali citate da Aida in questo articolo, non ve ne pentirete.” così ho accolto la notizia appena ho saputo della nomina. Ora è giusto che mantenga la promessa di un nuovo articolo:

Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di partecipare alla rimpatriata dei 35 anni dalla maturità con buona parte dei miei compagni di classe. Io sono sempre timorosa, non amo le folle e vederli dopo tanto tempo (c’erano già state altre rimpatriate, ma non sempre sono stata presente), mi ha procurato un po’ di ansia, sparita per fortuna man mano che arrivavano i miei compagni nel luogo stabilito. Il rischio era di ricadere nella nostalgia e ripercorrere i tempi passati oppure di trovarci estranei, cambiati nel profondo. Con molti di loro sono cresciuta assieme, 13-15 anni di scuola assieme dall’asilo alla maturità. Persone con le quali ho condiviso il diventare adulti con più culture, in un mondo a parte. Certo qualche aneddoto è stato toccato, ma il più ci siamo ritrovati a chiacchierare amabilmente come se non avessimo mai smesso di frequentarci. Con una facilità quasi impensabile eravamo noi, senza filtri, gli stessi eppur cambiati negli anni. Qualcuno ha saputo del mio traguardo: essere stata nominata in una lista di miglior foodblogger vegan d’Italia. Ci sono dentro immeritatamente. Basta guardare e leggere il mio blog. Sapete che non scrivo tantissimo, sapete che le ricette sono solo una parte degli articoli inseriti. Una vera foodblogger si occupa solo di cucina, scrive articoli almeno 2 volte a settimana se non tutti i giorni. Una vera foodblogger scatta foto eccezionali e ha tantissimo seguito perché ispira, illumina, aiuta le persone a provare nuove ricette, alcune volte semplici altre più complicate. Io non sono così e il mio blog non è monotematico, ma si occupa di diverse mie attività e passioni tra cui anche la cucina. Mi piace cucinare, mi piace in particolare mangiare, mi piace condividere anche se non sempre la condivisione passa attraverso il blog. Spesso mi piace più il contesto della ricetta stessa. Ciò nonostante, come finta foodblogger sono molto onorata e ringrazio Aida per avermi inserita nella lista (andate a leggere l’articolo, perché un po’ di festeggiamenti ci vogliono) e nel suo nuovo blog. Spero di essere all’altezza di questo dono!

Perciò merita una ricetta nuova, ma allo stesso tempo deve essere nostalgica che ricorda i miei tempi passati, pur rimanendo nel presente, un po’ come la rimpatriata di cui sopra. Una ricetta che riprenda sapori, aromi e ricordi di tanto tempo fa e che amo proprio per questo, ma in una veste nuova. Ma il paragone non è corretto, con veste nuova si potrebbe pensare a un abbinamento diverso da quello tradizionale oppure a un contorno più stravagante, invece intendo proprio un’evoluzione, un cambiamento, una cresciuta del ricordo stesso per inventarne uno nuovo.
Volevo fare dei waffel, ma non quelle fini tipo cialde, ma più quelle un po’ cicciottelle. Mia sorella mi ha passato la sua piastra, dato che ne possedeva due. Certo, ma con che impasto? Volevo farle particolari e salate, perché al momento non mi va nulla di dolce. Fra poco scoprirete gli ingredienti, ma volevo passare subito al risultato e alle associazioni che ne sono nate e da qui la spiegazione iniziale avrà senso.
In ordine sparso sono state:
* vacanze estive in Veneto (sia bianca sia gialla)
* street food a Firenze dal pizzicagnolo
* il miglior modo per gustare il guacamole
* ma che buone sono (lo so chi si loda s’imbroda)

D’accordo vi do qualche informazione in più:
Avete in mente le polentine? Quelle patatine fatte però di polenta e non di patata a forma di triangoli? Beh, qui sono un po’ diverse, ma l’ingrediente principale è quello.

Ingredienti:
250 g farina fioretto di mais
20 g amido di mais
8 g farina di semi di lino
1 pizzico di sale + spezie varie (timo, rosmarino, salvia…)
5 g di lievito (cremor tartaro)
60-70 ml olio
ca. 350 ml acqua (potrebbe volercene di più dipende dalla farina)

Procedimento:
Mischio il tutto assieme e lascio riposare per una mezz’ora. Poi riscaldo la piastra per i waffel, la spennello con un goccio d’olio e aggiungo un mestolo di impasto. Dopo 3-4 minuti è pronto il primo waffel.

Rilasciano un buonissimo profumo e sono ottimi da gustare anche da soli: esternamente belli croccanti e internamente ancora un po’ morbidi.

Ma la nuova vita dove sta? Io amo la polenta fritta, ma ci sono due inconvenienti, non ne avanza mai a sufficienza e odio friggere. In questa maniera problema risolto!

Aida, questa ricetta è principalmente per te come ringraziamento!!!

8 pensieri su “Nuova vita a un sapore del passato

    1. Grazie! Senti un po’ chi scrive 😍😍😍. Al momento non mi è venuto in mente, ma dato che alcune volte utilizzo per la farinata il kefir d’acqua, si potrebbe provare a sostituire l’acqua dell’impasto con il kefir. Li riprovo sicuramente con questa versione.

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