l’attenzione e la sua durata nell’apprendimento

Quando arriva un nuovo allievo, questo si informa sui costi, sul luogo e sulla durata delle lezioni. Qualche d’uno si meraviglia: “solo mezz’ora di lezione“? pensando che la quantità sia anche indice di qualità e che dovrebbero andare di pari passo. Invece le mie lezioni individuali durano ca. mezz’ora. Certo potrei spalmare lo stesso contenuto della lezione su un’ora, ma a che pro? Sul pianoforte in bella vista ho una clessidra che indica il passare del tempo. In quel lasso di tempo si può fare tantissimo e… ebbene sì, sono più che sufficienti per attivare un cambiamento. Le informazioni che il nostro sistema riceve sono moltissime e di più forse non ne riuscirebbe a gestire. Basta sviscerare un solo aspetto in maniera da non affaticarsi e a dare il giusto valore alle nuove informazioni. Il sistema ha poi bisogno di tempo per lasciare sedimentare il tutto e trovare la maniera per integrare le nuove esperienze. L’importante è attivare la consapevolezza, scoprire cosa succede fisicamente, emozionalmente, mentalmente. Quale caratteristica sonora è stata stimolata? Riesco a riconoscerla? Posso permettermi di godere del risultato? Cosa se ne fa di queste informazioni il nostro sistema nervoso? Concedersi il lusso di ricevere risposta dal suono invece che dal nostro sapere, ragionamento o giudizio nonostante lasciare andare costi fatica.
In mezz’ora la nostra attenzione si esaurisce poi ha assolutamente bisogno di una pausa. Il discorso cambia per le lezioni di gruppo allora la durata avrebbe un altro valore, ognuno avrebbe il tempo per riprendersi, ascoltare gli altri, assentarsi con la mente per un attimo o anche due.
Ma… attenzione non è uguale a concentrazione o tensione. Anche il silenzio, l’ascolto di sé e del suono trovano la loro collocazione. Del resto la concentrazione richiederebbe uno sforzo eccessivo e non è quello il mio obiettivo, anzi. La concentrazione è un po’ come una compressione o un file zippato e il suono non avrebbe i requisiti necessari per vibrare. Invece la vibrazione durante le lezioni la fa da regina. Ma basta provare e accorgersi che 30 minuti sono il tempo ideale.

Fate una prova utilizzando se non una clessidra una sveglia e vi date un tempo limitato a 30′ poi fate una pausa di 10′ e se non avete ancora finito, tornate sull’argomento, ma anche questa volta non più di 30′. Vi accorgerete che renderete molto di più, se fra una sessione e l’altra mettete una pausa, mi raccomando che sia vera.

3 pensieri su “l’attenzione e la sua durata nell’apprendimento

      1. Io non mi preoccuperei. Questo spazio è solo nostro e dovremmo riempirlo quando abbiamo voglia noi, non gli altri. In ogni modo, meglio due post all’anno di sostanza, che millemila stupidate quasi quotidiane (e ce ne sono 😉

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