le frequenze acute e la carta forno

Il rumore può essere uno stimolo fenomenale, dato che si tratta di un’aggregazione di tantissimi suoni e frequenze. Alcune di queste hanno un gran potere su di noi: ci possono nutrire. Lo dicono persino diversi ricercatori che il cervello predilige frequenze acute (3000Hz – 5000Hz – 8000Hz). Esso reagisce a suoni che comprendono queste frequenze con una sensazione di benessere e di rilassamento in tutto il corpo. Il sistema nervoso si riequilibra, il corpo ritorna tonico e riesce a vibrare maggiormente. Insomma come se andassimo a rigenerarci in un centro benessere.

Anche gli animali apprezzano e Orfeo ne sapeva qualcosa

Orfeo incanta gli animali con la musica - incisione - Antonio Tempesta (1555-1630) - Villa Reale (Monza)
Orfeo incanta gli animali con la musica – incisione – Antonio Tempesta (1555-1630) – Villa Reale (Monza)

Dato che il nostro sistema è goloso di tali frequenze e per non sapere né leggere né scrivere, mette in atto un meccanismo per prodursele da solo. Oltretutto un suono ricco di quelle frequenze è piacevolissimo da sentire e questo non guasta. Probabilmente questa esigenza nasce da quando, nel grembo materno oltre al battito cardiaco sentivamo vari brusii e fruscii.

studio anatomico - Leonardo da Vinci (1452-1519)
studio anatomico – Leonardo da Vinci (1452-1519)

Durante la mia formazione ho avuto il privilegio di apprendere dalla cantante e ricercatrice Gisela Rohmert, ideatrice del metodo del Lichtenberger® Institut, come il suono reagisca e regoli funzioni corporee attraverso un meccanismo di retroazioni. Tale meccanismo viene regolato da degli ordinatori. Tra questi troviamo le cosiddette formanti del cantante, guarda caso corrispondono alle frequenze di prima e che regolano a loro volta la brillantezza del suono permettendo al suono di divenire più potente, libero e indipendente dall’usura. Un tale suono ha la caratteristica di essere udibile a lunghe distanze senza bisogno di microfono.
La brillantezza assomiglia a rumore percepito come un ronzio, brusio o sfrigolio (vi ricorda nulla?!)
Avete in mente le cicale o i grilli? Esattamente quel rumore lì.

Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica.
Io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende, regala.
Gianni Rodari

Fritz Baumgarten (1883-1966)
Fritz Baumgarten (1883-1966)

Certo non possiamo però aspettare l’estate per ascoltare il canto delle cicale e migliorare il nostro suono.
Allora come fare?

Inizialmente non è importante se queste frequenze alte provengono dalla voce stessa o se vengono aggiunte dall’esterno. Ecco allora che possiamo utilizzare stimolazioni grossolane e rumorose per far partire questo circolo virtuoso. Possiamo aiutarci con un bastone della pioggia oppure con della semplice carta forno. Ebbene sì, la carta forno non la uso solo in cucina 😂😂😂

Ora un piccolo esempio di come arricchire la voce:
Cantiamo una piccola frase musicale, una melodia semplice. Stropicciamo della carta forno accanto a un orecchio mentre ripetiamo la sequenza più volte. Permettiamo che questo fruscio ci inebri completamente. Facciamo la stessa cosa anche con l’altro orecchio. Già qui ci accorgeremo di come le due orecchie abbiano sensibilità diverse. Ma ora proviamo di nuovo a cantare la melodia togliendo la stimolazione esterna. Quel ronzio riusciamo ancora a sentirlo? Probabilmente sì!

Questa esperienza e molte altre ancora le vivremo assieme durante il mini-workshop “dal rumore al suono“. Il suono e la relazione che avete con essa cambierà. Vi aspetto!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...