la dolcezza del papavero – un augurio di buona ripresa

Son tornata
Dopo mesi e mesi di inattività, sono di nuovo presente. Riprendo a scrivere e riprendo a leggere i blog che seguo. Nella mia vita sono cambiate un po’ di cose e di conseguenza anche il blog ne è rimasto influenzato. Così torno dopo aver cambiato un po’ l’aspetto del mio blog, che spero vi piaccia tantissimo, anzi di più. Ci sono ancora diverse cose da sistemare, ma lo farò prossimamente. Saranno più presenti le pagine statiche inerenti alla mia attività, ma nella sezione blog trovate tutti gli articoli del passato e quelli che scriverò da ora in avanti. L’intenzione era di scrivere un articolo sul rumore per spiegare maggiormente quello che succederà durante il prossimo workshop (dal rumore al suono) che terrò, ma poi…
Fra un suono e l’altro, fra un cambiamento e l’altro mi prende la voglia di un dolce che adoro: Mohnschnitte! ovvero un dolce ai semi di papavero. Chi mi conosce sa di questa mia predilezione. Infatti tempo addietro ne avevo già parlato.
Scopro quadri con la rappresentazione di questo fiore così forte e libero, perché non si fa neanche incatenare/imprigionare da nessuno, in quanto se lo raccogli nel giro di qualche minuto il fiore si sciupa, perciò ho imparato presto a lasciarlo nei prati, nei campi e lungo le ferrovie godendo appieno alla sua vista.

* questa Madonna mi piace assai e in disparte, ma ben delineato si può scorgere il papavero

Madonna del Belvedere - Kunsthistorisches Museum (Wien) - Raffaello Sanzio (1483-1520)
Madonna del Belvedere – Kunsthistorisches Museum (Wien) – Raffaello Sanzio (1483-1520)

* questa di Paolo Veneziano è molto particolare

Madonna del papavero - San Pantalon (Venezia) - Paolo Veneziano (1333-1358)
Madonna del papavero – San Pantalon (Venezia) – Paolo Veneziano (1333-1358)

* quest’altra forse più scontata, ma sempre affascinante

Les Coquelicots - Musée d'Orsay (Paris) - Claude Monet (1840-1926)
Les Coquelicots – Musée d’Orsay (Paris) – Claude Monet (1840-1926)

Poi capita che un’amica inaspettatamente mi spedisca una cartolina d’auguri completa di qualche semino e mi fa felice.

Mohnsamenkarte - Silke Leffert (1970-)
Mohnsamenkarte – Silke Leffler (1970-)

Sicuramente anche Cicely Mary Barker avrà riprodotto il papavero ed eccolo che lo trovo tra le immagini salvate.

The poppy fairy - Cicely Mary Barker (1895-1973)
The poppy fairy – Cicely Mary Barker (1895-1973)

Ma anche l’illustratrice Margaret Winifred Tarrant non scherza.

Poppy girl - Margaret Winifred Tarrant (1888-1959)
Poppy girl – Margaret Winifred Tarrant (1888-1959)
Poppy fairies - Margaret Winifred Tarrant (1888-1959)
Poppy fairies – Margaret Winifred Tarrant (1888-1959)

Mancano giusto delle opere di Kerstin Hienemann (un’artista eccezionale), conosciuta anche con il suo nickname spielkkind, ma riesco a reperire anche quelle…

Poppies - Kerstin Hiestermann (spielkkind)
Poppies – Kerstin Hiestermann (spielkkind)
Twingle, twingle - Kerstin Hiestermann (spielkkind)
Twinkle, twinkle – Kerstin Hiestermann (spielkkind)
Here comes Superman - Kerstin Hiestermann (spielkkind)
Here comes SupermanKerstin Hiestermann (spielkkind)

Poi mi commuove superman in miniatura e penso che neanch’io sono alta, anzi son proprio piccolina …son nata paperina che cosa ci vuoi far! Ma l’inizio di questa vecchia canzone?

Su un campo di grano che dirvi non so,
un dì Paperina col babbo passò
e vide degli alti papaveri al sole brillar…
e lì s’incanto’.

La papera al papero chiese
“Papà, pappare i papaveri, come si fa?”
“Non puoi tu pappare i papaveri” disse Papà.

…e penso che il babbo papero non abbia mai avuto l’opportunità di assaggiare questo dolce. Infatti dopo averlo fatto non passa inosservato e richiedono la ricetta. Rispetto a quella già pubblicata qui ho cambiato un po’ il ripieno e non ho arrotolato la pasta.
Come base ho utilizzato una pasta lievitata, ma secondo me va benissimo anche una pasta frolla. Sopra uno strato alto almeno 2-3 cm di papavero (ripieno) e sopra un bel po’ di Streusel (crumble).
Or dunque a voi la ricetta

Pasta lievitata
250 g farina (io ho utilizzato farro integrale)
10 g lievito di birra
100 ml latte vegetale (in fretta e furia ho fatto il latte d’avena)
50 g zucchero di canna
50 g margarina

Ripieno
400 g semi di papavero macinati
1,5 l latte vegetale (continuo con il latte d’avena)
180 g semolino
300 g zucchero, ma non avendone più in casa ho ripiegato su un bel po’ (un vasetto da 250 g) di marmellata fatta dalla mia mamma (ne prepara sempre una quantità industriale, peccato che io non la gusti mai in quanto a colazione mangio sempre frutta fresca)
150 g nocciole, ridotte a farina
200 g uvetta
125 g yogurt di soia
scorza di mandarino essiccato

Streusel (crumble)
300 g farina
200 g margarina
90 g zucchero, ma sostituito con marmellata (mi è bastato un cucchiaio)

Procedimento
Per la pasta lievitata mischiare il lievito assieme al latte tiepido e lasciare riposare per 20-30 minuti (o anche di più se avete una casa non troppo riscaldata). Aggiungere in un secondo momento farina, zucchero e la margarina impastando bene il tutto. Lasciare riposare finché non raddoppia il suo volume. Lavorarla successivamente un’altra volta e distenderla sulla placca del forno ricoperta con della carta forno.
Per il ripieno mettere il latte sul fuoco e una volta raggiunto il bollore aggiungere il semolino, il papavero macinato, le nocciole macinate e la marmellata. Mescolando riportare a bollore e aggiungere l’uvetta, scorza di mandarino e togliere dal fuoco. Una volta raffreddato aggiungete lo yogurt. A questo punto potete spalmare il vostro ripieno sulla pasta lievitata. Ora accendete il forno statico a 180°C.
Mentre il forno si porta a temperatura voi preparate lo Streusel impastando grossolanamente, farina, marmellata e margarina che sbriciolerete poi sul ripieno.
In forno per 30 minuti e il dolce è pronto.

Mohnschnitte mit Streusel

Ma essendo assai golosa di questo dolce, me ne mangio una fettona…

Mohnschnitte mit Streusel

Ora posso tranquillamente tornare ai miei suoni. 🤗

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17 pensieri su “la dolcezza del papavero – un augurio di buona ripresa

  1. Bentornata!
    Che bello, anche per me i papaveri hanno un particolare significato… di quelli che non puoi raccontare in giro ma che serbi protetto e prezioso nel cuore 🙂
    (E quella Madonna di Raffaello è la mia preferita)

    Quanto al dolce… mi ricorda certi dolcetti al papavero che si raccontavano in una tavoletta sui miei amati Quindici, vado a cercarla!

    (coincidenze: anch’io oggi parlo di cambiamenti in corso, sarà la primavera che sta per arrivare?)

    1. Grazie! I papaveri sono bellissimi non c’è nulla da aggiungere. Da bambina mi ricordo di un vestito di carnevale come papavero, mi ricordo di come lo sfoggiavo con fierezza. Buon cambiamento anche a te.

  2. Evviva, con tanti bei suoni allegri ti do il bentornata. Amo anch’io il papavero, non solo per il colore e per la sua fragilità, ma perché è l’unico fiore indipendente, è vero se lo cogli, muore. Come a dire io vado dove voglio io. Copierò la tua interessante ricetta. ciao

    1. Carissima, felice ti piaccia la ricetta, quando la fai fammi sapere se ti sarà piaciuta. I papaveri sembrano fragili, ma invece sono fortissimi. Contenta di trovare tanti estimatori del papavero.
      Buona giornata

  3. Ti rileggo e con entusiamo ammiro il nuovo look del blog, bellissimo, mi piace molto, ti vedo, ti riflette.
    Grazie per il bellissimo post, le immagini che ci hai lasciato sono stupende e…. ovviamente ho la mia preferita!!! Mohnsamenkarte – Silke Leffert (1970-) favolosa… amore a prima vista, esattamente come il tuo dolce, che voglia di addentarlo!!!

    1. Che gioia Feli, sono contenta che ti piaccia la mia nuova veste. Secondo me potrebbe venire anche una versione gluten-free. Per la base basta la tua pasta madre e farei un mix tra riso e grano saraceno così il gioco è fatto, mentre per sostituire il semolino si potrebbe pensare al miglio o anche alla polenta stessa. Cosa ne dici? Quasi, quasi prossima volta ci provo. Un bacio enorme e spero a presto

  4. Bellissima carrellata dedicata alle immagini dei papaveri, quanto al dolce mi pare molto goloso ma non ho mai visto in un negozio di alimentari i semi di papavero. Dove li acquisti? La nuova veste del blog mi piace molto, anche se forse è un po’ meno immediata per la lettura degli ultimi post. Buona giornata 😊

    1. Grazie Viv, sì ho notato anch’io che il passaggio al blog non è immediato, potrebbe dipendere da un’abitudine oppure debbo in qualche maniera segnalarlo maggiormente. Per i semi di papavero, in effetti me li faccio portare dall’Austria, Germania o Alto Adige. Qui li trovi nei negozi bio, ma sono in sacchettini con piccole quantità e a prezzi esorbitanti. Abitando nella stessa città potremmo anche incontrarci per un buon tè accompagnato da questo dolce. Intanto ti auguro una buona giornata

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