l’infinito nelle sorprese

2. Dicembre

Amo il mio lavoro, mi piace sperimentare, mi piace insegnare, mi piace stimolare reazioni. Alcune di queste sono oggettive, nel senso che valgono per tutti altre invece sono decisamente soggettive. Tutte le percezioni, nessuna esclusa sono veritiere e servono per ascoltarsi sempre di più. Solo l’auto-ascolto può portare a un apprendimento. Tutto questo me lo permettono i miei allievi. Al momento mi piace sperimentare con la forma dell’ 8 o infinito, dipende se lo guardiamo in verticale o in orizzontale.

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Questo percorso fa percepire il suono in maniera differente, scopri la sua velocità, scopri canali e percorsi nuovi e lo adatti al luogo dove il suono è disposto a lavorare.

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Anche solo guardando la forma cambia la nostra percezione e di conseguenza il suono si adatta e sceglie come vibrare con meno fatica (mica stupido il suono è pigro almeno quanto me e desidera fare poco sforzo per ottenere il massimo).

clessidra
Al momento sto adattando il movimento alla libertà della nostra laringe. Quest’organo infatti si trova tra la testa e la cassa toracica appesa come fosse un’altalena.

foto presa dal web
foto presa dal web

Se ce lo permettessimo la forza di gravità giocherebbe a nostro favore, ma spesso noi pensiamo di essere più intelligenti del nostro corpo e pensiamo di sapere cosa debba fare utilizzando forza e muscoli inappropriatamente. Che grande spreco di energia, oltre al fatto che acusticamente e qualitativamente il suono non potrà crescere, ma tant’è!
Oggi sono fiera dei risultati dei miei allievi, fiera di come si mettono in gioco, fiera degli effetti che ottengono e fiera di far parte di questo cambiamento.
La sorpresa di oggi è stata che gli allievi di oggi indipendentemente uno dall’altro a un certo punto abbiano fatto la seguente constatazione: “Ma il suono esce da solo, come se io non c’entrassi, come se fosse un’entità a sé stante, indipendente da me.” Eureka! Queste son soddisfazioni. 🎉🎉🎉

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11 pensieri su “l’infinito nelle sorprese

    1. Hai ragione sono stata un po’ criptica, ma rimedierò. Il mio lavoro consiste nel migliorare la qualità del suono della propria voce o del proprio strumento attraverso la consapevolezza, raggiungendo il massimo risultato con il minimo sforzo. Se vai su https://londarmonica.wordpress.com/seminari/suono/ riesci a seguire meglio. Prometto che in uno dei prossimi post spiegherò qualcosina di più. Ma hai ragione è un lavoro affascinante! 😍😍
      P.S. Anche a me piace molto la vignetta, che ovviamente non è farina del mio sacco (spero si legga il suo autore in un angolo della vignetta stessa)

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