la schiacciata d’uva

Francesca di la tana del riccio per festeggiare il quarto compleanno del suo blog ha indetto un contest bellissimo: la buona colazione!
A casa la faccio o presto al mattino o in fretta e furia mentre sto uscendo. Ovviamente preferisco la prima versione e ancor più quando mi prendo il tempo necessario per farla diventare una vera coccola per iniziare con gratitudine la giornata.
Inizialmente ho pensato di non partecipare anche perché la mia colazione è composta da frutta, frutta e ancora frutta.

limone, uva, mele
L’unica caratteristica particolare è che mi piace farla
• con calmaimage
• con la tavola apparecchiata,

un servizio che piace, anche misto
un servizio che piaccia, anche misto
un tovagliolo, in questo caso di stoffa
un tovagliolo, in questo caso di stoffa
dei fiorellini per abbellire la tavola
dei fiorellini per abbellire la tavola
e una candela che crea atmosfera
e una candela che crea atmosfera

• della musica in genere classica come sottofondo


• una tisana fumante
• e se ho tempo anche un buon libro da leggere.

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Altra priorità come dicevo all’inizio è farla al mattino presto, all’alba,così che quando finisco il tutto ho tutta, ma proprio tutta la giornata a mia disposizione sia essa dedicata al lavoro o allo svago. Certo il top sarebbe, ma in questo caso debbo inizialmente fare un po’ di opera di convincimento, alzarmi non presto, prestissimo bere una bevanda a base di limone e zenzero, uscire e fare una bella passeggiata e al rientro godermi la colazione vera e propria.
Detto questo, non avrei avuto una ricetta particolare da condividere e perciò in cuor mio avevo declinato questo invito.
Poi però qualche giorno fa mia mamma mi ha fatto una sorpresona:

la schiacciata con l’uva!

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Cosa può migliorare una buona colazione? Beh, una colazione preparata dalla mamma.
Sappiate che non amo particolarmente l’uva per via dei semini che mi danno molto fastidio. La schiacciata con l’uva in genere si trova con gli acini d’uva interi e proprio per questo motivo non l’apprezzo. Eh, mi dispiace ma i semini mi danno proprio fastidio. Ma udite, udite: mia mamma intanto ha utilizzato dell’uva moscato rosso e poi ha fatto un lavoro certosino togliendo a tutti gli acini i vari semini.
Ora la ricetta è semplice, semplice perché si tratta di pasta lievitata, uva (in questo caso senza semini) e un po’ di zucchero. E per non farmi mancare nulla, mia mamma l’ha fatta a doppio strato!

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Poi ognuno, proprio per l’utilizzo della pasta lievitata potrà sbizzarrirsi e utilizzare la propria ricetta sia che contempli il lievito di birra per una breve o lunga lievitazione (cambiando le dosi del lievito di birra ovviamente) oppure la pasta madre. A ognuno la sua.
Giusto qualche indizio in più nella pasta lievitata va aggiunto un po’ d’olio e sale, perché di schiacciata (focaccia) si tratta.
Fate un primo strato di pasta lievitata poi aggiungete l’uva, mettete un’altro strato di pasta lievitata dell’altra uva e cospargete un po’ di zucchero. Indicativamente per 500g di pasta lievitata ci vuole 2-3kg d’uva.
Forno statico a 180°C per ca. un’ora. Lasciate raffreddare tagliate a pezzi e servite. Buonissima anche il giorno dopo.

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Decisamente sublime succosa e non troppo dolce, l’ideale!

Questa ricetta o meglio questo articolo partecipa più come spunto al contest il buongiorno si vede dal mattinoimage

Per completezza ecco qui la ricetta 😉 di come la farei io

Ingredienti:

500 g di farina di farro
400 ml di acqua tiepida
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaino di sale
½ cucchiaino di malto di riso
2 gr di lievito di birra fresco

2-3 kg uva nera da vino togliendo i vinaccioli (in questo caso era moscato rosso)
50 g zucchero di canna (ma anche meno, se l’uva è bella dolce)

Preparazione:

Sciolgo il lievito in un po’ d’acqua assieme al malto di riso per attivarlo. Dopo una ventina di minuti aggiungo la farina e dell’altra acqua finché si crea un impasto abbastanza liscio. Man mano aggiungo il resto dell’acqua continuando a lavorare l’impasto finché riesce ad assorbire il liquido. Aggiungo il sale e l’olio e continuo a lavorare l’impasto. Metto tutto in una ciotola oleata, che copro e lascio lievitare per almeno 2 ore. Passato il tempo inizio a fare le pieghe. Poi ripongo di nuovo nella ciotola coprendola e la metto in frigorifero. Qui dimentico l’impasto per 24 o persino 48 ore. Una volta tolto l’impasto dal frigorifero lo lascio alcune ore a temperatura ambiente, faccio alcune pieghe e lascio lievitare un altro po’. Intanto posso togliere i vinaccioli (i semini degli acini) tagliando ogni acino a metà. A questo punto torno all’impasto che sarà lievitato ulteriormente e taglio la pasta in due parti e ne stendo una sulla teglia oliata oppure ricoperta di carta forno aiutandomi con le mani bagnate e unte. Farcisco con uno strato di uva, aggiungo l’altro strato di pasta lievitata e ricopro il tutto con l’uva rimasta. Spolvero il tutto con lo zucchero di canna. A questo punto si potrebbe lasciare lievitare ancora un’ora per rendere la focaccia più alta e soffice, ma preferisco in questo caso infornarla subito a 180°C (statico) per ca. 50-60 minuti. Lasciate raffreddare e poi non vi resta che gustarvela.

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20 pensieri su “la schiacciata d’uva

  1. Favolosa!!! tua mamma ti ha proprio viziato… non ho tutta la sua pazienza, quando la faccio a Fausto lascio i semini… 😉 Anch’io adoro fare colazione con calma, mi alzo prestissimo, e mi bevo l’unico caffè della giornata allungato con poco latte vegetale, dopo un paio d’ore, apparecchio e mangio….. adoro il salato, e dopo la pausa estiva a base di estratti sono tornata alle mie super colazioni, solo così riesco ad arrivare alla micro pausa pranzo 🙂 Complimenti a tua mamma…… una super schiacciata!!!

    1. Sì, ammetto di aver scelto bene i miei genitori 😉. Porgerò i tuoi complimenti a mia mamma. Bello svegliarsi presto alla mattina, poi non sempre riesco ad alzarmi subito (mi piace tanto stare ancora a letto per un po’). Pensa che quando andavo a scuola mettevo la sveglia almeno mezz’ora prima del dovuto proprio per godermi il fatto di poter rimanere i famosi “ancora 5 minuti” sotto le coperte.
      Per quanto riguarda l’apparecchiare la tavola trovo che sia una gentilezza verso se stessi. Un bacione che spero di poterti dare realmente presto

  2. Ciao! In effetti la colazione preparata dalla mamma per definizione è la migliore, magari assaporata in lentezza come proponi tu!
    Ti chiederei però di specificare una ricetta per la pasta lievitata (magari quella che sei solita usare tu se conforme alle ‘regole’ del contest), al termine del contest faremo un pdf con tutte le ricette raccolte e avrei piacere che fossero complete.
    Grazie mille,
    Francesca

  3. Pingback: Contest “il buongiorno si vede dal mattino” e colazione-coccola per il quarto compleanno della tana | la tana del riccio

  4. Buona la schiacciata d’uva! Ci stavo giusto pensando ieri quando sono andata a fare la spesa guardando l’uva bianca e nera che quest’anno è veramente buonissima e dolcissima!
    Anch’io mi apparecchio con attenzione la tavola, mi piace sedermi con calma e prendermi tutto il tempo per il buongiorno anche a costo di una levataccia! La colazione è una coccola e per le coccole ci vuole un tempo lento.

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