il ricordo degli orti

Sant'Erasmo5
Ogni volta che passo da queste parti debbo per forza passare a vedere una delle mie case preferite e penso che un motivo ci sarà stato se a Monopoli via dei giardini era una delle strade più ambite.
carte Monopoli via dei giardini
Infatti l’edizione italiana del gioco aveva preso spunto dalla toponomastica della mia città.
versione italiana degli anni '70
versione italiana degli anni ’70

Proprio qui si trova un palazzo magnifico, mezzo nascosto che in realtà è una ricostruzione di una parte del monastero che si trovava lì vicino ovvero il monastero di sant’Erasmo.

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Il nome della piazza sant’Erasmo deriva da un antico monastero, noto già nel Quattrocento, di proprietà delle Umiliate e dedicato a sant’Erasmo. Dopo la confisca dei beni degli Umiliati, che passarono ai Gesuiti, il complesso ridimensionato sopravvisse, e in tempi più recenti fu adibito a ospedale per bambini tignosi. Tale attività diede alla stradicciola che conduceva al ricovero il nome di vicolo del Tignone (oggi via G. Pisoni). Resti del complesso monastico esistevano nel giardino Perego, che venne soppresso nel 1938 per fare posto alla piazza e alla via dei Giardini. Sul fondo della piazza sopravvive, seppur ricreato dall’architetto Ambrogio Annoni nel 1940, il chiostro del monastero delle Umiliate. Ai lati vi sono costruzioni del dopoguerra dello studio BBPR e il palazzo degli architetti Carminati e De Carli, nei cui sotteranei ebbe sede per quindici anni il Teatro Sant’Erasmo, primo teatro in Milano a pianta centrale di 280 posti. Nel 1970 fu trasformato in un parcheggio custodito per auto.” tratto da Le vie di Milano: dizionario della toponomastica milanese
Parte degli orti ora sono i giardini Perego. Milano era piena di monasteri dove l’orto non mancava mai. Mi immagino degli spazi immensi dove le monache o monaci lavoravano la terra per portare poi in tavola delle delizie di stagione. Sicuramente c’era anche il giardino dei semplici ovvero l’orto per la coltivazione delle erbe e piante medicinali.
„Monasterium autem, si possit fieri, ita debet constitui ut omnia necessaria, id est aqua, molendinum, hortum, vel artes diversas intra monasterium exerceantur.“  Regula Benedicti
„Monasterium autem, si possit fieri, ita debet constitui ut omnia necessaria, id est aqua, molendinum, hortum, vel artes diversas intra monasterium exerceantur.“ Regula Benedicti

Chissà che colori e profumi inebrianti emanava l’orto. Frutta, verdura, legumi tutti coltivati lì. In questo periodo ci sono ancora le brassicaceae in tutte le sue sfaccettature. Così una volta a casa mi trovo a stufare della verza aggiungendo carote e zucchine essiccate e ovviamente un po’ di zenzero e curcuma per creare degli involtini primavera.

involtini
Ammetto di aver utilizzato la sfoglia pronta presa dai cinesi 😜

Quasi, quasi domani li rifaccio con i carciofi…

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14 pensieri su “il ricordo degli orti

  1. Questa sul Monopoli non la sapevo, ma pensa un po’!
    Suggestivo il Monastero e pensare a un orto nel centro della città…oh.
    Sarebbe bello averlo conservato, purtroppo sappiamo che i nostri tempi troppo spesso non coincidono con i ritmi del passato.
    Un bacione cara, ciao!

    1. Sto scoprendo tantissimi monasteri, abbazie e conventi in piena città. Certo non hanno più tanto terreno attorno, ma posso immaginare che tutti avessero almeno un orto dei semplici. Ora gli orti li troviamo sui balconi e forse oltre che in periferia si darà spazio agli orti urbani anche in pieno centro. Chissà…

  2. Alex

    Strano che gli abitanti della via non abbiano l’idea di creare un giardino dei semplici al posto di questa inutile rotatoria erbosa davanti alla ricostruzione del monastero (sono delle cose che si fanno un po’ ovunque ormai!) erbosa…E io farei ancora di più: sgombererei il parcheggio sottoreano per creare uno spazio dedicato alla coltivazione dei funghi shiitake (rapporto ai tuoi deliziosi involtini primavera) 🙂

    Buongiorno Monica!

    Alex

    1. Ora non si vede perché non ancora in fiore ma in quello spazio c’è una bellissima magnolia. Trovo invece un peccato aver trasformato un teatro in un parcheggio anche se in una città come Milano è assolutamente necessario. Invece i giardini Perego sono particolari in stile “all’inglese” e sarebbe un peccato toglierli questa caratteristica. Per gli orti servono altri spazi. Buona giornata a te

  3. Molto interessante.. Adoro gli eremi e le piante officinali, avrei voluto studiarle più approfonditamente.. Attendiamo nuovi articoli di altri conventi dimenticati ☺️
    P.S. Io non riesco a trovare la “sfoglia” cinese per gli involtini, dove le trovate voi?

  4. Bellissimo articolo, grazie per le preziose informazione, per il tuffo nel passato ricordando Monopoli, per tutto il sapere che hai trasmesso in queste poche righe, e… grazie per la splendida e golosa ricetta degli involtini primavera. Mi piacerebbe fare la turista a Milano con te come guida. Riesco ad immaginarmi mentre osservo incantata la Milano nascosta e poco conosciuta. Chissa… magari riusciamo ad organizzare 😉

    1. Cara Feli, sei sempre la benvenuta e volentieri ti porto in giro alla scoperta della mia città. Dopo il giro potremmo continuare fra una chiacchiera e l’altra a creare delizie culinarie 😉. Dai potremmo organizzare… intanto buona giornata

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