Il calendario dell’avvento

1. DICEMBRE

1 dicembre
immagine presa dal libro “Julemysteriet” per il 1. dicembre
… forse le lancette dell’orologio si erano a tal punto annoiate di percorrere anno dopo anno lo stesso cammino che improvvisamente avevano cominciato a muoversi nella direzione opposta…
 
“Cominciava a scendere la sera. Nelle strade brulicanti di gente risplendevano le luci natalizie e tra i lampioni danzavano grossi fiocchi di neve. in mezzo a tutte quelle persone indaffarate, camminavano Joakim e il papà. Erano venuti in città per comprare un calendario dell’Avvento, cioè un calendario di Natale: appena in tempo…”
Così inizia un libro a me caro (Julemysteriet di Jostein Gaarder) che leggo da qui a Natale ormai da diversi anni. Un vero e proprio calendario se si rispetta il fatto di leggere il capitolo corrispondente al giorno e non oltre. In famiglia di calendari dell’avvento ne abbiamo tantissimi, perché ovviamente non si butta mai via niente (mio papà ha ancora i suoi di quando era bambino), anche perché da un anno all’altro non ti ricordi quale figura, racconto, pensieri si nasconde dietro le varie finestrelle. Le mie sorelle ogni anno si danno un tema e costruiscono un calendario apposito con i regalini ovviamente in tema che si donano reciprocamente. Di tanto in tanto aiuto con qualche idea sia una sia l’altra, ma loro si impegnano tantissimo e sono eccezionali con le loro idee.
Kalender
E perché non rendere il mio blog per i prossimi 24 giorni un calendario dell’avvento? Vedrò di sorprendervi ogni giorno con un piccolo post  (di nessuna pretesa).
Intanto buon 1. dicembre.
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12 pensieri su “Il calendario dell’avvento

  1. Rieccomi! Il tuo post mi ha ricordato un aneddoto che raccontava spesso mia nonna.
    Lei diceva che da bambina aspettava tutto l’anno che arrivasse il Natale, perché sapeva che per quella festa le sarebbe stato regalato un cioccolatino. Allora quel minuscolo pezzo di cioccolata era un lusso inimmaginabile, che ci si poteva permettere appunto soltanto una volta l’anno. Adesso invece, diceva mia nonna, se ho voglia di un po’ di cioccolata vado al supermercato e me ne compro una stecca larga così e spessa così per un euro e spiccioli.
    Mia nonna ci faceva questo paragone per farci capire che adesso ogni giorno é festa, ogni giorno é Natale, perché ora possiamo permetterci di fare tutti i giorni delle cose che soltanto pochi anni fa erano delle comodità inaccessibili. E quindi finiamo per darle per scontate, non le apprezziamo nella giusta misura e non siamo mai contenti. Sei d’accordo?

    1. Sono più che d’accordo con te. Invece ogni cosa è un dono, un dono da accettare, scoprire e di cui gioire. La gratitudine sarebbe appropriata. Torniamo a dare importanza e energia alle cose positive. Utile sarebbe anche fare di quando in quando l’inventario di quello che abbiamo come persona, come caratteristiche, abilità, attitudini, comportamenti e virtù. Così ci renderemmo conto di quanto ricchi siamo. Ti auguro una splendida giornata. 🎉

      1. Ho sviluppato un confronto più esteso tra l’Italia di mia nonna e l’Italia attuale in questo mio post: https://wwayne.wordpress.com/2014/10/22/poveri-ma-felici/.
        Colgo l’occasione per segnalarti anche questo libro: http://www.fratinieditore.it/la_bambina_e_il_buio.html. Mi ha fatto spanciare dalle risate! 🙂
        Ti ringrazio per l’educazione che dimostri nel rispondere sempre ai miei commenti (purtroppo molti bloggers non lo fanno), e anch’io ti auguro una splendida giornata. A presto! 🙂

      1. nuvolesparsetraledita

        Io se non ricordo male so che tu le parole le metti insieme altrove… dove hanno ancor più perfetto suono!

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