un pane “vivo” dono degli Esseni

Si è concluso martedì il Festival Internazionale della cultura ebraica “Jewish and the city” con tantissimi appuntamenti in programma e grandissima affluenza. Un’occasione per conoscere e approfondire il significato del Pesach, la Pasqua ebraica. La conoscenza evita fraintendimenti, dissapori e dissidi che portano inevitabilmente a dei disaccordi e battaglie, perciò ben vengano manifestazioni di questo genere.
Da qui il mio interesse all’alimentazione ebraica o meglio essena. Gli Esseni, popolo monastico ebraico che visse nelle prossimità del Mar Morto fra il II secolo a.C. e il 68 d.C., erano molto attenti al cibo vivo ovvero a tutto quel cibo non cotto, in quanto pieno di vita. Infatti dal punto di vista energetico il cibo con maggior energia è quello fresco possibilmente appena colto, man mano che passa il tempo dalla sua raccolta (distacco dalla terra) e più diminuisce il suo quantitativo energetico. Ma non spingiamoci fino a tanto. Il cibo crudo è sicuramente uno dei cibi più salutari in assoluto. Qui il mio desiderio di provare a realizzare un pane germogliato. Non sono un’amante del pane in generale, ossia mi piace da matti quello di segale, ma non quello che trovi qui da noi bensì quello tedesco, il tipico pane nero, però uno fatto con i germogli mi attira assai. Sì, infatti si tratta di utilizzare cereali o legumi germogliati. Questi vengono poi frullati assieme a spezie varie secondo il gusto. In passato avevo già realizzato dei cracker crudisti fatti principalmente di semi di lino, ma mai con dei germogli.

Così il mio primo esperimento l’ho fatto con le lenticchie che ho lasciato germogliare. Poi le ho frullate assieme a del sedano e dei semi di lino. Ammetto che come prima volta non ho osato utilizzare solo i germogli, perché temevo che da soli non facessero massa, ma con gli esperimenti successivi ho scoperto che i semi di lino non sono indispensabili. Ho spianato l’impasto nei cestelli dell’essiccatore e con il programma crudista l’ho lasciato seccare per ca. 18 ore.
Fiera del risultato li ho messi in un sacchetto per consumarli in un secondo momento… Mera illusione! Con il mio coloratissimo piatto di fettuccine di carota e zucchina per curiosità ne ho voluto assaggiare un pezzetto e come le ciliegie non ho smesso. Proprio buono. Naturalmente da allora sto provando anche con altri germogli: grano saraceno, ceci, avena, riso… Insomma c’è veramente a sbizzarrirsi.

fettuccine di zucchina e carota con sugo di pomodoro e avocado
fettuccine di zucchina e carota con sugo di pomodoro e avocado

 

Le tre fasi:germogli, impasto spianato e tagliato in quadrettoni, pane essiccato
Le tre fasi:germogli, impasto spianato e tagliato in quadrettoni, pane essiccato
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16 pensieri su “un pane “vivo” dono degli Esseni

  1. accantoalcamino

    Davvero interessante e stimolante, da provare, a me piace saltellare di palo in frasca, forse è l’effetto della mia curiosità, o la mia passione per le origini del cibo? Buon fine settimana ❤

    1. Ti vedo già fare una ricerca sugli Esseni… Poi se non hai un essiccatore appena inizierà il riscaldamento (perché adesso il sole caldo, caldo non penso verrà) puoi mettere il tutto sui caloriferi. Buon fine settimana anche a te 💐

      1. accantoalcamino

        Ce l’ho, l’essicatore l’ho acquistato poco tempo fa ed ho già essicato funghi e l’Aglio di Resia, evviva 😀

  2. Sandy

    Complimenti, piacerebbe anche a me provare la creatività delle varie cucine però con i miei figli posso farlo solo raramente….con il pane al farro e riso mi è andata bene proverò però loro sono molto tradizionalisti…comunque grazie per le tue belle idee io le tengo da parte e chissà….un giorno…buona settimana

  3. Vorrei davvero iniziare a scoprirne di più. Il mio fidanzato si arrabbierebbe da morire, perchè quando inizia a parlarmene lui di crudismo, inizio a dirgli che è un fissato, che io sono una godereccia e che questa cosa non mi interessa. Poi però quando le leggo da voi o da te, in questo caso, sento una forte attrazione. Diciamo più che altro ne riconosco la bontà e la sensazione di benessere che mi dà. Però a Milano è faticoso, troppo. Non ho alberi a portata di mano e non ho orti da coltivare. Ricercare quindi il cibo crudo in una alimentazione quotidiana milanese, non mi ispira, se il punto di partenza è l’esselunga. Magari è un discorso estremista, ma credo fortemente nella componente emotiva o energetica che ruota intorno al cibo crudo. Me lo ritaglio quindi per i pochi momenti in cui sto in mezzo alla natura, a casa mia in Calabria, dove ho i miei alberi di fichi, mio zio che mi porta i cesti di verdura, i contadini che mi vendono i pomodori al mercato.
    Sappi però che tutto quello che hai scritto è stato di forte interesse per me e che nonostante tutto, mi informerò.
    Un abbraccio!

    1. Diciamo che Milano non è l’ideale, ma per fortuna ho un mercato rionale ben fornito e basta saper scegliere si trova verdura e frutta fresca di contadini attenti (ho dalla mia che con l’indagine energetica ricevo qualche info in più). Perciò Esselunga non mi vede mai. E io mi organizzo a comprare il sabato oppure il martedì al mercato. Poi ho la fortuna che alcune volte i miei genitori mi portano dalla campagna ogni ben di Dio e lì vado sul super-sicuro. Dai, dai che puoi farcela. In ogni caso non sai che piacere aver suscitato anche il tuo interesse. Un abbraccio anche a te!

  4. Felicia

    Con questo post mi hai aperto la strada, era da tempo che meditavo di realizzare un pane vivo, ma senza semi di lino, proprio non li tollero…. la paura di eventuali fallimenti mi frenava, ora non ho più scuse!!!! metto subito a germogliare le lenticchie!!! grazie 🙂

    1. Ciao carissima, una delle possibilità per addensare assieme al posto dei semi di lino potrebbe essere i semi di psillio. Ammetto che non ho ancora provato, ma appena sperimenterò ti faccio sapere. Buona giornata 😃

  5. Felicia

    Io uso i semi di chia per addensare…. funzionano, ma cerco in ogni caso di non abusarne. Ho già le lenticchie pronte a germogliare… poi proverò qualcosa, magari abbinandole alla zucca 🙂

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