il Ghirlandaio, un dolce e una festa…

Ognissanti oltre a essere la festa di oggi ove di festeggia e onora tutti i Santi è un termine che mi fa ricordare… ma certo Firenze, Botticelli, il Ghirlandaio! Già in un articolo precedente vi avevo accennato che gli affreschi mi piacciono molto e allora eccone uno interessante del Ghirlandaio che si trova nel refettorio del convento di Ognissanti a Firenze. Il cenacolo di Ognissanti!

Domenico_ghirlandaio,_cenacolo_di_ognissanti_01

Quello che mi affascina in questo affresco sono l’attenzione ai particolari ai dettagli. Ebbene sì, avendo un chakra della gola sviluppato i dettagli mi piacciono assai. Ma ritorno all’affresco infatti la tovaglia ricamata, gli intarsi, i particolari degli animali e delle piante che si intravedono dalle due logge. Uno spettacolo vero e proprio. Ovvio sono tutti, o almeno la maggior parte lì a livello simbolico. E poi il cibo… si intravede del pane e anche se ovviamente non centra nulla, mi piace pensare che trovandosi nel convento di Ognissanti il pane consumato fosse il pan co’ Santi. Questo è un tipico dolce senese preparato per l’occasione di Ognissanti appunto, perciò ben lontano dall’ultima cena. In ogni modo ieri ho rinfrescato della pasta madre e ho deciso che rispetto il da noi più conosciuto pan dei morti preferissi quest’anno festeggiare i Santi e onorarli con la preparazione di questo dolce.

Pan co’ Santi

Pan_co_santi.JPG

Ingredienti:

150 g pasta madre rinfrescata opp. 25 g di lievito di birra
500 g farina
300 ml acqua
60 ml olio
150 g zucchero di canna
un bicchiere di vin Santo
200 g uvetta di Corinto (più saporita rispetto alla sultanina)
200 g gherigli di noce
sale q.b.
pepe in abbondanza (io ho utilizzato il pepe garofanato)

Procedimento

Fate rinvenire l’uvetta nel vin Santo. Con gli altri ingredienti ad eccezione delle noci li impastate fino a creare un impasto liscio ed elastico. E Lasciate a riposare per una prima lievitazione. Prima di formare delle piccole pagnotte aggiungete i Santi ovvero l’uvetta e i gherigli di noce tritate grossolanamente. Queste pagnotte le lasciamo a riposare fino al raddoppio del loro volume. Infornate a 180° C per ca. 20 minuti.

La casa è già pervasa da un profumino stuzzicante, dolce ma allo stesso tempo un po’ piccante dovuto dall’aggiunta del pepe.

Buon Ognissanti a tutti!

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19 pensieri su “il Ghirlandaio, un dolce e una festa…

  1. Che bello questo affresco…anche io in genere sono attratta dai dettagli…ma non ho ben capito cosa questo abbia a che fare con la gola…mi puoi dire qualcosa in più?
    Pensare che non ho mai visitato questa chiesa…devo decisamente recuperare!
    E poi…che buono il pan co’ santi!

    1. Ogni centro energetico importante, detto anche chakra è responsabile di caratteristiche fisiche, psichiche e psicologiche. Il chakra della gola oltre a dare energia a tutta la gola, all’esofago, alla tiroide e paratiroidi, all’apparato linfatico, alla bocca, alle orecchie è legato dal punto di vista psichico ai particolari ed è il centro della comunicazione, della creatività e della coscienza della propria individualità. Ma che lista chilometrica ho fatto…. hahaha. Ovviamente deve essere in buona salute e in equilibrio con gli altri chakra se no si rischia in caso di eccesso o di svuotamento di non riuscire a comunicare oppure a diventare troppo pignoli, oppure ci si focalizza troppo sui particolari e si perde l’insieme. Se in equilibrio può aiutare il nostro senso pratico, la nostra creatività e la capacità di comunicare in maniera adeguata. E… i particolari saranno sì importanti ma all’interno di un progetto più grande. Guarda nella sezione libri dove ho messo una piccola recensione del libro “chakra”. Spero di aver soddisfatto la tua curiosità. 😉

      1. Grazie sei stata chiarissima! È che su questi argomenti mi mancano completamente le basi…magari decido di approfondire un po’, presa dalla curiosità.
        Grazie ancora e buonanotte!
        Alice

    1. Il pane è particolare, ma proprio per questo buono. Per quanto riguarda il chakra della gola, ce l’hai eccome. Tutti ce l’hanno chi più o meno sviluppato, ma averlo l’abbiamo per fortuna tutti.

    1. Son contenta ti piaccia. Avendo fatto diverse pagnotte, una parte ne ho messe in freezer. Così me li gusto anche più in là. Ma poi chi ce lo impedisce di farli anche in altri momenti dell’anno. Ti assicuro che il pepe ci sta divinamente bene, poi ho utilizzato questo pepe particolare che anche in uno strudel con le mele ha il suo perché

  2. Bello l’affresco! Non lo conoscevo, dovrò rimediare, la prossima volta che andrò a Firenze. E farò presto anche il tuo pan co’ santi, l’uso del pepe è stuzzicante e direi che la ricetta, come tante della nostra tradizione, viene direttamente, senza modifiche dal Rinascimento, quando questa spezia veniva usata moltissimo.

    1. Nel Rinascimento nelle case nobili si faceva gran uso delle spezie (allora assai care) anche per mascherare prodotti di scarsa qualità o di conservazione non appropriata. A noi rimangono i sapori particolari e i benefici di ciascun singola spezia. In ogni caso anch’io mi rifarei volentieri gli occhi prossima volta che andrò a Firenze…

  3. Felicia

    Non conoscevo questo dolce… grazie per avermelo presentato, è stato un piacere che proverò sicuramente e produrre per le super energetiche colazione di Fausto 😉

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