papaveri e … dolci

A me piacciono tantissimo i papaveri. E ormai la loro stagione è passata. Peccato perché i loro colori portano sempre allegria. Inoltre il bello di questi fiori è che vanno vissuti in natura perché è impossibile farne un mazzetto. Infatti se recisi durano si e no 10 minuti, un po’ poco. Essendo un fiore molto semplice lo si ritrova in leggende popolari. Secondo la mitologia viene considerato il fiore della consolazione. Vi ricordate di Demetra, Dea dei campi e dei raccolti (toh guarda i papaveri li trovi proprio lì) che incappò in Baubo quando cercava disperatamente sua figlia Persefone? Bene, sembra che abbia riacquistato la serenità grazie anche agli infusi di papavero.

Papa1.PNG
immagine tratta da “Flowers of the field”

Sfogliando questa bellissima raccolta di Rev. Charles Alexander Johns ho trovato anche questa…

e questa…

Per la Polonia è il fiore nazionale e in ogni caso è simbolo della semplicità e della consolazione, inoltre nell’araldica è simbolo di giustizia, perché le celle della sua capsula sono divise equamente. La parte lattiginosa del papavero (papaver somniferum) contiene alcaloidi, mentre i suoi semi, contenuti nella sua capsula tonda e grossa ne sono privi. Infatti vengono spesso utilizzati in cucina, perciò state tranquilli (in ogni caso con la cottura in forno sparisce tutto). Questo per dirvi che a me non delizia soltanto il fiore, il quale rende felice il mio senso visivo, ma anche i suoi semi per il gusto. Qui in Italia vengono utilizzati come decorazione, mentre oltralpe si fanno dei dolci con una grossa quantità di semi.

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Ecco qui la ricetta:

Ingredienti:

Pasta lievitata

500 g farina
120 g pasta madre o 25 g lievito di birra
200 ml latte vegetale
60 ml olio
80 g malto o zucchero di canna
25 g amido di mais
60 ml succo di mela

(A seconda di quale lievito utilizzate avete più o meno ore per la lievitazione)

Ripieno

400 g semi di papavero macinati
400 g zucchero di canna
100 ml olio
250 ml latte vegetale
100 g uvetta sultanina
100 g canditi
200 g mandorle macinate

(Tutti gli ingredienti vanno mischiati fra loro e lasciati a riposo per qualche ora per dare tempo ai semi di assorbire il liquido)

20130304-095625.jpg  20130304-095640.jpg20130304-095657.jpg

Il risultato lo vedete sopra, anche se non ho messo né l’uvetta né i canditi, perché non ne avevo in casa.

Buona merenda a tutti!

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20 pensieri su “papaveri e … dolci

  1. Alex

    Ho già mangiato questo tipo di dolce ed posso confermare che è una leccornia ! 🙂 Una cosa di moda in Francia è anche il liquore di papavero, viene servito in granita tra due piatti tipo buco normanno.

    Alex

  2. accantoalcamino

    Hai ragione, è impossibile farne un mazzetto. da bambina li raccoglievo per portarli alla mamma ma arrivavo che erano ripiegati su se stessi 😦 A nulla valeva metterli in acqua…
    Il dolce lo conosco, d’altronde in Austria, Slovenia i semi di papavero la fanno da padroni, sia nel dolce che nel salato, comunque, copio-incollo ed appena ho la cucina agibile cucino 😉 Buon fine settimana.

  3. Bello questo post sui papaveri ….
    Proverò il dolce che mi sembra molto interessante!
    Ho una casa che in primavera inoltrata è circondata da papaveri viola … bellissimi.
    Ho letto da qualche parte che i papaveri vanno raccolti prima dell’alba perché si mantengano ma, confesso, non ho mai provato.
    A presto ….

  4. Che bello! io adoro i fiori e i semi di papavero! Il Mohnkuchen è il mio dolce preferito. Inoltre da bambina ricordo che facevamo dei giochi con i fiori, stampando un “tatuaggio” con il pistillo o cercando di indovinare il colore dai boccioli…

  5. Anch’io da piccola facevo tatuaggi con la capsula di papavero e trovo molto buoni i dolci con i semi. In estate io uso le foglie per condire la pasta: le faccio scottare nell’acqua dove cuoce la pasta, negli ultimi minuti e poi ripasso pasta e verdura in padella con aglio e olio. Hanno un gusto piacevole e delicato.

  6. Pingback: le passioni botaniche e sonore tornano alla riscossa | londarmonica

  7. Pingback: la dolcezza del papavero – un augurio di buona ripresa – londarmonica

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