dall’orto alla cucina: un appuntamento annuale

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L’anno scorso in occasione della rassegna “chi semina raccoglie” ho scritto il mio primo articolo. Ormai è passato un anno e durante questo lungo anno ho scritto vari articoli (ammetto la parola post non mi piace, chiamarlo messaggio è troppo riduttivo e forse articolo troppo ridondante, ciononostante…), condiviso curiosità di vario genere con chi passava a trovarmi sul blog, ricevuto e fatto commenti, scoperto altri blog affascinanti, conosciuto sia virtualmente sia fisicamente persone interessanti e molto altro ancora. Quest’anno alla rassegna ho partecipato in prima persona con interventi musicali, allietando assieme all’arpista Alessandra De Stefano il pubblico presente con musiche  di vario genere. Ma torniamo alla rassegna: quest’anno i presenti hanno potuto ammirare diverse varietà di salvia, che mia mamma abilmente con la sua infinita passione ha presentato. Pur conoscendo alla perfezione le varie piante aromatiche dell’orto sono rimasta impressionata, anche perché non avevo dato a queste piante la sufficiente importanza. Per condividere con voi questa scoperta ecco le foto:

 

salvia officinalis

 

Tra queste piante si trova anche una regalata dalla mia insegnante di danza Gita Springorum. Donna eccezionale che durante il periodo scolastico non ho saputo apprezzare completamente, ma ho rimediato dopo essermi diplomata. A scuola era una delle insegnanti di educazione fisica e già mia mamma l’aveva avuta come insegnante. Dopo la scuola l’ho incontrata nuovamente e mi ha introdotta nel mondo della coreografia e della danza cosiddetta libera. Con lei (tutte e due allieve) abbiamo seguito i corsi tenuti da Rosalia Chladek grande ballerina e coreografa che ha ideato tutto un sistema basato sul movimento funzionale prima a Strasburgo e poi a Vienna fino alla dipartita della grande ballerina. Ho avuto la fortuna di conoscere così meglio quell’insegnante che con grande umiltà si continuava a mettere in gioco nonostante l’età e spesso ci siamo trovate a casa sua in Brianza a esercitarci per giorni e giorni. In una di queste mie visite una volta mi volle regalare un po’ di salvia per insaporire i miei piatti ed estirpò dal suo giardino un grosso ramo. Arrivata a casa mi sembrò un peccato non dare a questo ramo la possibilità di continuare a vivere. Perciò lo piantai in un vaso sul terrazzo di casa. Da allora ha sempre fatto delle magnifiche foglie e degli splendidi fiori. Negli ultimi anni però ha incominciato a mostrare segni di cedimento e viene attaccata da tantissimi parassiti. Poi però tira fuori la sua forza e come per miracolo torna a rinverdire il vaso e ogni volta che la guardo penso a Gita e sorrido. Per sicurezza ho chiesto a mia mamma di portare una talea al lago e per fortuna ha attecchito.

Ma qui altre varietà dove ognuna ha una sua storia personale:

 

salvia grahamii

Questa mi fu regalata da Marina Coccetti, vivaista di Lisanza (Sesto Calende), con la quale ho condiviso la passione per la danza.

 

salvia rutilans

Questa invece l’ha importata mia mamma dall’Austria dove durante un viaggio si è portata a casa come ricordo un rametto. Questa varietà è particolare perché le sue foglie sono lisce, non come quelle tipiche della salvia e se le strofini fra le dita senti un profumo di ananas (potrei pensare di usarle per un sorbetto).

 

salvia officinalis latifolia

Qui quella a foglie larghe che fritte sono la loro morte, anche se la sclarea possiede delle foglie assai più grandi.

 

salvia sclarea

 

Poi ci sono quelle con colori differenti: quella rossa

salvia officinalis purpurascens

 quella bicolore, che cambia percentuale di chiaro sullo scuro a seconda di quanta luce ricevono le foglie

salvia officinalis bicolor

e quella tricolore, mentre nella foglia bicolore si passa da un crema a un verde, nella foglia tricolore abbiamo il bianco, verde  e porpora.

salvia officinalis tricolor

 

Di piante aromatiche ne sono state presentate altre, ma penso che per il momento sia sufficiente così. Le foto sono tutte di sabato e perciò non sempre danno giustizia alla pianta, ma sul web, conoscendo il loro nome potrete trovare immagini nel loro momento di massima bellezza.

A tutti auguro un buon

Questo articolo lo dedico a Erica di garden tourist, che gentilmente ha accettato il mio invito ed è venuta a trovarmi in quest’occasione. È bello incontrare altri blogger che hanno simili passioni alle tue, ma che allo stesso tempo ti aprono e condividono con te lo sguardo che hanno su quello che li e ci circonda. Tutto questo è affascinante e conoscerli di persona è prezioso. Per la sua rara sensibilità e le sue bellissime descrizioni dei giardini le conferisco il premio super-sweet sperando di incontrarla di nuovo personalmente. 

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10 pensieri su “dall’orto alla cucina: un appuntamento annuale

  1. Le piante ci parlano ….
    anche quelle di casa mia hanno (quasi tutte) una storia da raccontare che molto spesso si intreccia con la mia vita e quella delle persone che mi stanno vicino.
    Bel post! A presto

  2. Che dire, se non che è stato un pomeriggio memorabile, che il giardino sta assumendo, nel ricordo, proporzioni smisurate, e che la vostra ospitalità è squisita (come la frittata alle erbe!)… grazie di tutto. Anche del premio 😀

    E poi, forse chi ci legge non lo immagina, ma c’era! Si si, perché fra un assaggino e l’altro abbiamo parlato anche di chi amiamo seguire, fra un post (o articolo) e l’altro…
    😉

  3. Patrizia Catanese

    Carissima, che belle foto e che bell’articolo ( o come tu lo voglia definire)! Ho avuto l’onore di fare un giretto guidato dell’orto con tua sorella e tua mamma che ha presentato a me e Maia (2 anni tra 6 giorni) i varie tipi di salvia. Anna ha fatto asseggiare a Maia una fogliolina di salvia e da allora Maia e’ entusiasta di mangiare foglie di piante… devo stare attenta alla selezione pero’, a volte ne sceglie di pericolose e io le dico ‘aspetta, meglio la salvia’ e le do’ qualcosa di commestibile …

      1. non ti devi stupire… noto tra le tue parole passione ed è ciò che veramente conta, in tutti i campi, oggigiorno per far apprezzare il proprio operato! Teniamoci in contatto, abbiamo punti in comune direi.

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