gli spazi possono cantare

chiesa romanica
“… non hai osservato, camminando
nella città, come tra gli edifici che la popolano
taluni siano muti, ed altri parlino, mentre altri
ancora, che sono più rari, cantano?”
Paul Valéry, 1921

Sabato prossimo (19 gennaio) terrò insieme a Milena Costa, un’esperta insegnante Feldenkrais il primo incontro di un ciclo di seminari con il tema Il suono e lo spazio. Gli spazi possono essere di vario genere:

  • vuoti o pieni
  • di forme diverse
  • di tessuti differenti
  • di densità diverse
  • con condizioni diverse,
  • permeabili o impermeabili
  • conduttivi oppure no
  • interni o esterni
  • dipendenti o indipendenti fra di loro

Il nostro corpo è uno spazio (un tempio) che contiene a sua volta un’infinità di altri spazi, tutti diversi fra loro. Il nostro corpo, come le migliori chiese romaniche possiede un’acustica spettacolare, dove basta poco per far risuonare con il minimo sforzo tutto il nostro essere. Non vedo l’ora di sperimentare assieme al gruppo che sarà presente e di lasciarci ammaliare dagli spazi che incontreremo con l’aiuto del suono, rendendolo a sua volta più presente. Il suono ci aiuterà a scoprire i nostri spazi, facendoli risuonare e cantare, a noi il solo compito di ascoltarli. Attiviamo i nostri sensi e lasciamoci sorprendere. I movimenti risulteranno più fluidi come anche i suoni che emetteremo. Se vi interessa l’argomento e se potete ci sono ancora dei posti liberi.

Qui trovate una piccola descrizione del ciclo Il suono e lo spazio.

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