Piccole opere d’arte …

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…per una pasta fresca senza eguali

Il piatto “Principe” della cucina varesina di ieri è rappresentato dai “croxetti” che, silenziosamente, con tanto di scettro e corona sono giunti ai giorni nostri.
Le loro origini si perdono nella notte dei tempi, la sola cosa che si sa con certezza è che tutte le famiglie della zona preparavano e cucinavano i “croxetti” per le feste e nelle grandi occasioni. Si racconta che Maria Luigia di Borbone, passando per Varese Ligure nel suo viaggio di trasferimento in Francia per andare in sposa a Napoleone Buonaparte, soggiornò presso una famiglia nobile del luogo, la quale cucinò in suo onore i “croxetti”.
Gli stampi che si trovano tuttora nelle varie famiglie varesine e conservati come cimeli di un tempo passato, avevano dimensioni e incisioni diverse, semplici ed elaborate, ma tutte volte a lasciare un segno indelebile sulla pasta.
Le famiglie nobili avevano lo stampo personalizzato e in certi casi con lo stemma di famiglia.
È un piatto da intenditori e buongustai, l’inclusione che lo stampo lancia sulle due facce del medaglione di pasta soddisfa non solo la vista, ma soprattutto il gusto, perché i disegni hanno la proprietà di assorbire più condimento e nel contempo la pressione esercitata sulla pasta non le consente di scuocere.

Questo ciò che è scritto sul foglio esplicativo che l’artigiano Pietro Picetti di Varese Ligure aggiunge alle sue opere d’arte. Si, perché qui si può parlare di veri piccoli gioielli. Mio fratello insieme a sua moglie abitano da diversi anni nella Val di Taro dove conducono un agriturismo “Il Pellegrino“. La loro frazione fa parte del comune di Varese Ligure dove, grazie a mia cognata ho conosciuto il signor Pietro e questi meravigliosi stampini con coppa pasta incluso. Sono fatti da due parti di legno duro, che riportano due incisioni differenti in maniera che il medaglione (croxetto) abbia un disegno diverso su ogni facciata.

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Qui di seguito una ricetta per la pasta:

Ingredienti:

(versione vegana)

100 gr farina
200 gr semola di grano duro
100 ml acqua
sale q.b.

Se volete la ricetta originale invece è questa (versione originale vegetariana)

400 gr farina
2 uova
50 ml acqua
35 gr burro
40 gr parmigiano grattugiato

Ricordatevi che le dosi sono solo indicative, dato che dipende molto dalla farina, dall’umidità e nel caso della ricetta con le uova alla loro dimensione.

Procedimento:

Impastate i vari ingredienti fino ad ottenere un impasto non troppo duro. Con il mattarello tiratelo in una sfoglia spessa 2-3 mm circa. Tagliate con lo stampo tanti cerchietti e imprimete da ambo le parti le forme dello stampo

questi hanno inciso sopra il logo
dell’Agriturismo “Il Pellegrino”

Poi cuoceteli come qualsiasi altra pasta fresca. Scolateli e condite con il sugo che più vi aggrada.

Con questa pasta fresca farete un figurone!

Buon appetito!

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10 pensieri su “Piccole opere d’arte …

    1. I Springerle, si hai ragione anche se lì si tratta di biscotti, qui di pasta fresca. Il lavoro certosino viene richiesto per tutti e due, ma poi che soddisfazione. Nel periodo dell’Avvento posterò qualcosa sui Springerle e Spekulatius, che ne dici?!

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